Nel backstage della sfilata

Su “richiesta” sono andato a ripescare delle foto fatte nel backstage di una sfilata di moda, siamo nel 2005, all’epoca facevo le riprese e mi trovavo dietro le quinte con in mano la mia prima reflex digitale e un 70-200, oggi andrei a fare la stessa cosa con un grandangolo, amo includere il contesto nelle foto, ma a quei tempi ero un po’ più voyeur e un po’ meno sfacciato. Nel backstage c’era sempre un gran casino, ma un casino rilassato, la vera tensione si cominciava ad avvertire una decina di minuti prima dell’inizio della sfilata. Più che per andare a guardare le modelle, ricordo, si transitava dietro le quinte per piluccare un tramezzino o un caffè al buffet, era una delle poche occasioni di cibarsi nella giornata.

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11 thoughts on “Nel backstage della sfilata

  1. grazie! sono splendide! io direi “anche” un grandangolo…perché i primi piani che hai fatto sono qualcosa di fantastico…(che focale? 200?scusa la domanda, ma così imparo anche qualcosa).

    • Grazie Riyueren, non ricordo la focale ma da quel che vedo direi molte sui 200mm e quelle con contesto sui 70mm. Guardandole oggi penso che farei foto completamente diverse, probabilmente con su un bel 50mm, ritorno alle origini.

      • Ho comprato proprio pochi giorni fa un 50 mm, naturalmente 1.8, non potevo permettermi l’ 1.4..ovviamente sulla mia fotocamera è diventato un 75.
        Posso chiederti perché oggi useresti un 50mm? “anche” o “solo”?Scusa se approfitto della tua esperienza per arricchire la mia :)

        • Il 50mm su fullframe ti consente e ti obbliga ad andare più vicino al soggetto, ti permette di mettere il fulcro della tua foto, il soggetto appunto, in un contesto che “racconta” cosa gli sta succedendo intorno, arricchendo l’immagine, facendoti capire in che ambiente sta accadendo tutto ciò che vedi e fai vedere, tutto questo consentendoti allo stesso tempo di avvicinarti abbastanza senza distorcere le sembianze, su aps-c ci vorrebbe almeno un 35mm.
          Sicuramente avrai sentito la frase “se la tua foto non è abbastanza buona significa che non sei abbastanza vicino”, l’ha detta Bob Capa, forse prima di prendersi un colpo di fucile su un campo di battaglia, ma comunque è una regola d’oro del fotogiornalismo, il contesto.
          Guarda le foto che ho fatto a londra, qui sul blog, le avventure londinesi di un giovane fotografo sono scattate tutte con un 50mm e un 16-35, certo non sempre è possibile piazzarsi davanti alle persone e fotografarle, ma con qualche accorgimento si riesce a raccontare una scena senza essere dall’altra parte della strada.
          Il 50mm è il primo obiettivo che hoi avuto su una reflex, una pentax di una trentina di anni fa, per parecchio tempo non ho potuto permettermi altro quindi ho imparato a usare quella focale per tutto, dopo sono arrivati altri obiettivi, ma il 50 è quello che secondo me racconta meglio le immagini.

          • Grazie infinite, Sandro: avevo visto (e messo già il mio “like”) quel post.Spero di non aver sbagliato a scegliere questo 50 mm.Non ho molti obiettivi e nemmeno possibilità di acquistarne altri in futuro, visto che non ci lavoro ma scatto solo perché mi piace tanto.Il “corredo” è questo: Nikon D90, 18/105 (DX, ovviamente, era in kit), 105 micro,e ora il 50 mm (poi c’è anche una piccola Coolpix P5000, ho iniziato nel 2008 con quella).

  2. Il 50 che hai preso è il miglior acquisto (e anche il primo) che si possa fare con una reflex, costa poco e rende molto, su apsc ti permette di fare ritratti eccezionali staccando il soggetto dallo sfondo, basta lavorare a diaframmi molto aperti. Per il resto del corredo mi sembra che tu possa affrontare un infinità di situazioni fotografiche senza problemi. A giudicare dalle tue foto direi che lo sai già. :)

  3. Molte belle. Ognuna racconta qualcosa. La mia preferita è quella del bancone da lavoro colmo di oggetti, un’immagine che stupisce per quanto dia un senso di vitalità nonostante si tratti di “una natura morta”. Sono questi i misteri della fotografia.

    • Grazie Dafne per il tuo commento. Fotograficamente sono nato facendo reportage giornalistico e le maggiori lavate di capo le ho prese quando scordavo di raccontare il contesto, includendolo nella foto o scattando quelli che chiamavamo i “fegatelli”, i dettagli aiutano a entrare nel contesto stesso.

      • molto interessante il termine “fegatelli”, a dimostrazione del fatto che quello che a volte ai più sfugge è invece proprio ciò che rappresenta l’aspetto viscerale, interiore, questo è tipico dello sguardo artistico.

  4. Molto belle, le vedo oggi per la prima volta. Belli anche i ritratti che aiutano comunque a capire l’ambiente e l’atmosfera.
    Complimenti sinceri
    Massimo

    • Sono foto scattate qualche anno fa, oggi farei inquadrature più larghe per avere più contesto, ma all’epoca lavoravo nel settore della moda e avevo più spesso occasione di gironzolare nel backstage. Grazie Massimo.

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