Mosso ma non troppo – William Klein

William Klein è un fotografo statunitense nato a New York nel 1928 da una famiglia d’origine ungherese di poveri immigranti ebrei. Klein inizialmente studia pittura a Parigi. All’inizio degli anni ’50 scopre la passione per la fotografia che in un primo momento utilizza come mezzo espressivo astratto. Ben presto rimane, però, affascinato dalle possibilità che la fotografia offre di occuparsi del mondo reale. Utilizza grandangoli e teleobiettivi singolari, con effetti di luce di flash insoliti e con immagini in movimento volutamente sfocate. Klein ha un modo di raccontare, meno descrittivo e sintattico e più sincopato e disordinato di molti suoi cintemporanei. Finiscono i ritratti, le nature morte e i paesaggi fotografici. Si passa a una sperimentazione totale. Immagini accidentali, deformate dalla grana, dall’uso del mosso e dal contrasto esagerato. Klein fotografa inizialmente con una Rolleiflex dopo passa ad una Leica. Attraverso le sue foto scopriamo una maniera libera e innocente, ma allo stesso tempo libera e fantasiosa di catturare il mondo. (testo tratto da un blog del quale purtroppo ho perso le tracce)

7 thoughts on “Mosso ma non troppo – William Klein

  1. Sono magnifiche…anch’io ti ringrazio, Sandro, per il lavoro che stai facendo qui (spero solo che tu non riesca a trovare quelle “foto d’artista” con le ossa e i muscoli veri…).Scherzo, ovviamente…sarebbero comunque sempre spunto di riflessione, per me, come tutti i tuoi post.

      • Ho letto (e pure guardato): così come non userei le parole “arte” e “artista” (se non tra virgolette) per questo personaggio…non userei nemmeno il termine “scientifico” come lui invece sostiene per giustificare quello che fa. Donazioni, compravendita, cadaveri, organi, esseri umani…ma tanto non mi meraviglio più, ne spuntano di nuove ogni giorno.Mi meraviglia di più il pubblico che le segue.Grazie infinite, Sandro!

        • Non l’ho detto, ma sono d’accordo con te, quando è troppo è troppo, ovvio che se tutti sono consenzienti l’ “artista” lo può fare ed è legittimato ad esprimersi. Ma chi sono io per giudicare?

          • io poi, rispetto a te,sono ancora meno…non sono neppure un’artista…Una casalinga di mezzetà…figurati…potrei solo fargli una “donazione”, magari il mio occhio destro, così almeno lo apre e lo espone e pure io potrei capire cosa c’è lì dentro che non va…anche se forse per meglio comprendere dovrebbero aprirmi tutta la zucca.😉

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