A scuola di composizione

Non rebloggo spesso articoli altrui così come li trovo, al massimo li linko o li rielaboro (ma come parlo?). Questo articolo che vi giro oggi, però, va assolutamente letto da chi vuole imparare a fotografare, o meglio a comporre un inquadratura che valga la pena. Ienete conto che è pur sempre un interpretazione e come tale non va preso tutto per oro colato, nonostante ciò sono presenti delle indicazioni che secondo me racchiudono una saggezza fotografica interessante. Ah, l’articolo è in inglese, se proprio non ve la sentite potete tentare di usare Google Translate.

Henri Cartier-Bresson di Adam Marelli

Great Compositions

— For Craig Semetko

Henri Cartier-Bresson started in

photography like many of us.

He took cute pictures of his

friends and surroundings, until

he decided to make a change.

“It was time to get serious.”

Over the next five decades, he

combined his curiosity for culture

with his artistic background to

create one of the most influential

bodies of work in the twentieth

century.

“The pleasantest of all diversions is to sit alone

under the lamp, a book spread out before you,

and to make friends with people of a distant

past you have never known.”

— The Tsurezuregusa of Kenko

(ESSAYS in IDLENESS)

Understanding Henri

“Do you see it?”  This question is a photographic mantra.  Myron Barnstone, my mentor, repeats this question every day with the hopes that we do “see it.”  This obvious question reminds me that even though I have seen Cartier-Bresson’s prints and read his books, there are major parts of his work which remain hidden from public view.  Beneath the surface of perfectly timed snap shots is a design sensibility that is rarely challenged by contemporary photographers.

Photography is a Verb

Why is Henri Cartier-Bresson such a good photographer?  In order to answer this question, we need to understand what his pictures are doing.  If you ever hear someone say “I like the work of Cartier-Bresson…. because its ____________.”

JAPAN. Tokyo. A farewell service for the late actor Danjuro held on November 13th 1965 at the Aoyama Funeral Hall (according to Shinto rites). 1965. © Henri Cartier-Bresson

This piece could be titled “The Rotation of a box in Space.” Cartier-Bresson is really flexing his design muscles in this masterpiece. The design is focused on taking a solid form and rotating it 360 degrees in one frame. Continue reading

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CAPA

Il 3 dicembre 1938 il Picture Post pubblicò ‘Il più grande fotoreporter di guerra del mondo: Robert Capa‘ con un paginone di 26 fotografie scattate durante la guerra civile spagnola.
Ma il ‘più grande fotografo di guerra’ odiava la guerra. Andre Friedmann Nato da genitori ebrei a Budapest nel 1913, ha studiato scienze politiche presso la Deutsche Hochschule für Politik di Berlino. Lasciato il suo paese spinto dalla minaccia del regime nazista, si stabilì a Parigi nel 1933. Lì è stato rappresentato da Alliance Photo e ha incontrato la giornalista e fotografa Gerda Taro. Insieme, hanno inventato il ‘famoso’ fotografo americano Robert Capa, fu allora che cominciò a vendere le sue stampe con questo nome. Ha incontrato Pablo Picasso ed Ernest Hemingway, e stretto amicizia con i colleghi fotografi David ‘Chim’ Seymour e Henri Cartier-Bresson.
Dal 1936 in poi, la copertura di Capa della guerra civile spagnola è apparsa regolarmente. La sua immagine di un soldato lealista ferito a morte gli è valsa la sua reputazione internazionale, diventando un potente simbolo di guerra.
Dopo che la sua compagna, Gerda Taro, venne uccisa in Spagna, Capa viaggiò in Cina nel 1938 ed emigrò a New York un anno dopo. Come corrispondente in Europa, ha fotografato la Seconda Guerra Mondiale, coprendo lo sbarco delle truppe americane a Omaha Beach nel D-Day, la liberazione di Parigi e la battaglia delle Ardenne.
Nel 1947 Capa fonda Magnum Photos con Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandivert. Il 25 maggio 1954 fotografando per LIFE, in Indocina, calpestò una mina e rimase ucciso. L’esercito francese gli ha conferito la Croix de Guerre. Il Robert Capa Gold Medal Award è stato istituito nel 1955 per premiare eccezionali meriti professionali.

A seguire un documentario su Bob Capa. Continue reading

Il Pioniere – Robert Doisneau

Robert Doisneau, classe 1912, è stato un fotografo francese. Nel 1930 girava per le strade di Parigi con una Leica, insieme a Henri Cartier-Bresson è stato un pioniere del fotogiornalismo. E’ famoso per la sua immagine del 1950 Le baiser de l’hôtel de ville (la foto in apertura), ma è anche conosciuto per le sue immagini semplici, giocose e ironiche, dagli accostamenti divertenti, per le eccentricità incontrate per le strade di Parigi e nei caffè. Influenzato dal lavoro di André Kertész, Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson, in oltre venti libri Doisneau ha presentato una suggestiva visione della fragilità umana e della vita come una serie di momenti tranquilli e incongrui. Ieri 14 aprile ricorreva il centesimo anniversario della sua nascita, google ha modificato la sua home page per celebrarlo. Come sempre limitarsi nella scelta delle foto da postare è impossibile, come sempre ogni foto è un racconto, prendetevi il tempo che serve.

If I knew how to take a good photograph, I’d do it every time. ~ Robert Doisneau