Surprise Me – Anouk Morgan

Fashion Photography by Anouk Morgan.

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Montenapo e i saldi

Continuano a ripeterci che c’è la crisi, la recessione, che il nostro potere d’acquisto si sta riducendo. Non lo avrei detto sabato scorso passeggiando in via Montenapoleone, a Milano. Credo fosse il primo giorno dei saldi e le persone (a naso di varie estrazioni sociali) facevano la coda davanti ai negozi più cari di Milano per comprarsi un capo firmato. Stessa storia in corso Buonos Aires, zona shopping un po’ più popolare. Io ero lì, a fotografare le facce soddisfatte della gente in questo tripudio di loghi e di griffe. Vogliate perdonare i colori forti, un po’ aggressivi, ma questo set l’ho visto così. E si, lo so, dovrei essere più selettivo, ma adoro le facce degli sconosciuti. Fate caso ai dettagli racchiusi in ogni scatto.

La distanza sensuale

Horst nacque a Weissenfels in Germania nel 1906. Lavorò come assistente di architettonica a Le Corbusier di Parigi, quì incontrò George Hoyningen-Huene, fotografo di Vogue e il famoso fotografo Cecil Beaton. Nel 1931 si iniziò a lavorare lui stesso come fotografo per Vogue. Le sue fotografie raggiunsero presto uno stile personale caratterizzato da  splendidi effetti di luce e le pose sensuali delle modelle. Ha trascorso molto del suo tempo a New York e Parigi, fotografando celebrità come Salvador Dalì, Marlene Dietrich, Warhol, e Coco Chanel. Horst rispecchia uno stile fotografico diffuso a quei tempi, pur mantenendosene distante.

Visita il sito di Horst.

Mai un giorno senza foto, Richard Avedon

Nato a New York nel 1923, Richard Avedon, abbandonata la scuola superiore, si unì alla sezione fotografica della Marina Mercantile. Al suo ritorno nel 1944, trovò un lavoro come fotografo in un grande magazzino. Nel giro di due anni fu “scoperto” da un art director di HARPER’S BAZAAR e cominciò a lavorare per la rivista, così come per VOGUE, LOOK, e una serie di altre importanti pubblicazioni. Durante i primi anni, Avedon fece carriera soprattutto attraverso il lavoro in pubblicità. La sua vera passione, tuttavia, era il ritratto e la sua capacità di esprimere l’essenza del suo soggetto.“Se passa un giorno senza che io faccia qualcosa relativo alla fotografia è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale per la mia esistenza, come se avessi dimenticato di svegliarmi” 

Quel che resta, Louise Dahl-Wolfe

autoritratto di Louise Dahl-Wolfe

Louise Dahl-Wolfe è stata una delle fotografe più celebri degli anni ’30, ’40 e ’50. Il suo lavoro ha avuto un impatto enorme sui grandi fotografi come Horst, Avedon e Penn. Lavorare nel periodo di massimo splendore di Harper’s Bazaar, ha aperto la strada all’uso della luce naturale nella fotografia di moda e le riprese in esterni e all’aperto.Nata nel 1895 a San Francisco, Dahl-Wolfe ha iniziato a fotografare nel 1923. Ha fatto il suo primo lavoro di moda per Harper’s Bazaar nel 1936 ed ha avuto una lunga carriera come fotografa di moda. Louise Dahl-Wolfe è morta nel 1989, ma le sue foto vivono nei muesi d’arte contemporanea di tutto il mondo.Osservate con attenzione le sue immagini, ne capirete la semplice eleganza e composizione che facevano di ogni foto una grande foto.

Miranda

Il fotografo Greg Kadel si è ispirato a suore e scolarette con questo sensuale servizio per Numéro Magazine di qualche tempo fa. Le sempre bella Miranda Kerr nel paginone centrale continua il suo viaggio nell’alta moda posando per vari stilisti. Uno stile glamour e trasgressivo, per un Kadel abituato al volubile mondo della moda.

Visita il sito di Greg Kadel.

Nel backstage della sfilata

Su “richiesta” sono andato a ripescare delle foto fatte nel backstage di una sfilata di moda, siamo nel 2005, all’epoca facevo le riprese e mi trovavo dietro le quinte con in mano la mia prima reflex digitale e un 70-200, oggi andrei a fare la stessa cosa con un grandangolo, amo includere il contesto nelle foto, ma a quei tempi ero un po’ più voyeur e un po’ meno sfacciato. Nel backstage c’era sempre un gran casino, ma un casino rilassato, la vera tensione si cominciava ad avvertire una decina di minuti prima dell’inizio della sfilata. Più che per andare a guardare le modelle, ricordo, si transitava dietro le quinte per piluccare un tramezzino o un caffè al buffet, era una delle poche occasioni di cibarsi nella giornata.